Questa la lettera:
“Voglio dare la mia testimonianza di paziente affetta da una malattia gravemente invalidante, trentenne, nel pieno della vita… che ha trovato finalmente un sollievo alle sue sofferenze grazie al Centro SM di Casarano e all’enorme lavoro svolto da tutta l’equipe dei dottori Sergio Pasca e Roberto De Masi. Conosco perfettamente l’iter burocratico che bisogna affrontare affinché questo farmaco possa giungere ai pazienti che attendono per mesi e mesi, in preda ai dolori e a sofferenze inimmaginabili. Un percorso esageratamente impervio, sia per i malati che per i medici -scrive Lucia- Sarebbe fantastico informare tutti coloro che potrebbero usufruire di questo farmaco e soprattutto fare in modo che i centri come quello di Casarano abbiano più riflettori puntati addosso in modo da far emergere tutte le ottime attività che vengono svolte quotidianamente in favore dei pazienti affetti da questa e altre serie malattie. Non finirò di ringraziare chi si è impegnato per questa battaglia. Ci hanno donato la “libertà di cura”… e scusate se è poco”.
La delibera della giunta regionale pugliese firmata a febbraio dall’assessore alla salute Tommaso Fiore autorizza l’erogazione dei cannabinoidi a scopo terapeutico a carico del servizio sanitario regionale, uno degli ultimi atti voluti da Nichi Vendola. In realtà il provvedimento si limita a recepire un decreto ministeriale del 2007, ma costituisce uno dei testi più avanzati in tutta Italia sull’utilizzo clinico della cannabis.
Come la Puglia solo la fa la stessa cosa Toscana.
Tra le patologie ammesse alla cura e al rimborso ci sono spasticità secondaria a malattie neurologiche, nausea e vomito non sufficientemente controllati indotte da chemioterapia o radioterapia, dolore cronico neuropatico non risponde ai farmaci disponibili.
Le regole da rispettare per ottenere la marijuana sono dettagliate: a prescrivere i medicinali devono essere specialisti in neurologia, oncologia e preposti al trattamento della terapia del dolore cronico e acuto dipendenti di strutture sanitarie pubbliche. Per la fase iniziale della somministrazione il paziente deve essere sottoposto a regime di ricovero, day hospital, percorso ambulatoriale o regime di assistenza domiciliare integrata.
3 novembre 2011 | 17:08
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26 ottobre 2011
Cannabis terapeutica.
Il ‘Ferrari' è il primo
ospedale in Puglia

Casarano. Da un anno il farmaco "Bedrocan" viene somministrato gratuitamente a cinque pazienti affetti da sclerosi multipla per lenirne i dolori
CASARANO - Il presidio ospedaliero "Francesco Ferrari" di Casarano è il primo e unico ospedale in Puglia a sperimentare la somministrazione di cannabis terapeutica. Sì, proprio la marijuana, che in Italia è sempre considerata una droga (ne sono vietati l'uso e la coltivazione domestica). Nonostante questo, però, la cannabis viene applicata come terapia in svariate malattie dove i farmaci tradizionali non sono sufficienti. Da circa un anno la cannabis viene somministrata gratuitamente al "Ferrari" di Casarano a cinque pazienti affetti da sclerosi multipla. Il farmaco viene importato dall'Olanda attraverso un lungo e complesso percorso burocratico che coinvolge, tra gli altri, il Ministero della Salute italiano e l'Ispettorato alla salute olandese.
I cinque pazienti, segnalati dal "Centro di sclerosi multipla", ogni mese vengono legalmente trattati da cannabinoidi per lenire le terribili sofferenze che la malattia provoca e che irrigidisce i muscoli. Ai malati di Sla vengono servite specie di tisane, a base di cannabis, che non stordiscono il paziente, come si potrebbe pensare, ma rilassano i muscoli contratti, a causa del potente irrigidimento, e allevia i fortissimi dolori. Il farmaco ("Bedrocan" a base di fiori essiccati di cannabis) viene custodito in una cassaforte all'interno della farmacia del presidio ospedaliero, diretta dalla dottoressa Agnese Antonaci.
La somministrazione del farmaco è possibile in base a due norme: un decreto dell'aprile 2007, firmato dall'allora ministro della salute Livia Turco, e una delibera della giunta regionale del 2010, firmata dall'attuale presidente della regione, Nichi Vendola. Il decreto ministeriale inserisce i cannabinoidi tra i farmaci, la delibera regionale ne stabilisce l'erogazione a carico del servizio sanitario regionale. La Puglia, insieme al Molise, è l'unica regione a distribuire il farmaco gratuitamente. Nelle altre regioni la spesa è a carico del cittadino e il prezzo può sfiorare anche i 500 euro.
"Ci tengo a dire che non si tratta di una sperimentazione, ma è la messa in pratica di una norma della Regione Puglia – precisa la direttrice del ‘Ferrari', Gabriella Cretì –; il paziente viene segnalato dal Centro di sclerosi multipla, gestito dai dottori Pasca e De Masi, sulla scorta di due patologie: rigidità degli arti superiori e sindrome dolorosa degli arti inferiori e superiori.
All'inizio si somministrano piccole dosi del farmaco. Se poi il paziente si rivela trattabile, le dosi possono essere aumentate". Il "Bedrocan", quindi, è il farmaco che viene utilizzato dall'ospedale di Casarano ed è importato dall'Olanda.
Anche se il canale individuato per l'importazione del farmaco è stato ulteriormente perfezionato, soprattutto a favore dei pazienti affetti da sclerosi multipla, il percorso burocratico per ottenerlo rimane lungo e complesso.
Si parte dalla prescrizione del medico, che il malato di Sla consegna alla farmacia ospedaliera del "Ferrari", che a sua volta deve ricevere un'autorizzazione da Roma, dal Ministero della Salute.
Ricevuta l'autorizzazione, l'economato dell'ospedale fa l'ordine all'azienda farmaceutica olandese, che deve chiedere l'autorizzazione al suo Ispettorato alla sanità.
Ricevuto il permesso, l'azienda invia il "Bedrocan" all'ospedale di Casarano che lo distribuisce ai pazienti.
Il tutto attraverso un carteggio che deve essere sempre prodotto in originale, senza utilizzo di fax né e-mail, per evitare falsificazioni.
In Italia, la cannabis terapeutica non è usata solo per i pazienti di sclerosi multipla.
A fronte dei buoni riscontri medici ottenuti, la lista delle malattie curabili con la cannabis è piuttosto lunga:
terapie del dolore,
sclerosi multipla,
nausea e vomito in chemioterapia,
stimolazione dell'appetito nei casi di Aids.
E ancora:
glaucoma,
traumi celebrali,
ictus,
sindrome di Tourette,
epilessia,
artrite reumatoide e altre ancora in fase di sperimentazione.
Dell'argomento ha parlato il "Manifesto" in un articolo a firma Maria Luisa Mastrogiovanni pubblicato il 7 aprile 2010.
Lo riportiamo di seguito.
Puglia, sì a cure con la cannabis
Di Maria Luisa Mastrogiovanni
Via libera all'utilizzo dei farmaci a base di cannabis per i malati terminali in Puglia, che da oggi sono a totale carico del servizio sanitario regionale.
La delibera di giunta (n.308/10) firmata dall'assessore alla sanità Tommaso Fiore, uno degli ultimi atti del governo Vendola, infatti, autorizza le farmacie ospedaliere delle aziende sanitarie a garantire l'erogazione dei cannabinoidi a carico del Servizio sanitario regionale, in caso di carenza sul mercato italiano.
Significa che i farmaci dovranno essere somministrati a pazienti in regime di ricovero o in day hospital o in regime di assistenza domiciliare integrata.
La Puglia è la seconda in Italia, dopo la Toscana, ad "aprire" ai derivati delle cannabis per uso terapeutico che, tuttavia devono essere importati in quanto, lo conferma la determina della Puglia, nel nostro Paese non sono disponibili formulazioni commerciali registrate.
Di fatto quindi, la lunga trafila burocratica per l'approvvigionamento dall'estero dei farmaci rimane, ma a farla saranno le Asl di competenza, che poi pagheranno anche il conto: una sola confezione di medicinale costa 600 euro ed è sufficiente per un mese.
Potranno beneficiare del rimborso sanitario i malati terminali di cancro o i pazienti affetti da sclerosi multipla, in quanto l'utilizzo dei cannabinoidi è previsto come trattamento nella terapia del dolore.
Si tratta di un palliativo, ma fondamentale per un esercito di oltre 58mila persone ammalate di sclerosi multipla in Puglia e di quasi novemila malati terminali di cancro.
Infatti al secondo posto tra le cause di decesso si collocano i tumori (27,7 per cento del totale dei decessi), con un tasso di mortalità pari a 221,2 per 100 mila abitanti, 268,2 per i maschi e 176,0 per le femmine.
Se si pensa che in Italia ogni anno sono 250mila i malati terminali, si può immaginare l'impatto positivo che «l'esportazione» di una simile determina potrebbe avere sull'intera popolazione.
Nel 2007 un decreto ministeriale aveva inserito le principali sostanze psicoattive naturali derivate dalla cannabis sativa (il delta-9 tetraidrocannabinolo -Thc; il Cannabidiolo - Cbd), tra quelle che potevano essere importate in mancanza di «valide alternative» sul mercato italiano.
Recependo e applicando quel decreto dunque, la Puglia autorizza ad utilizzare i derivati della cannabis, sempre e solo in mancanza di «valide alternative», solo come terapia del dolore e solo per pazienti ricoverati.
Tra le patologie ammesse alla cura e al rimborso spasticità secondaria a malattie neurologiche, nausea e vomito non sufficientemente controllati indotte da chemioterapia o radioterapia, dolore cronico neuropatico non risponde ai farmaci disponibili.
Per avere accesso ai nuovi farmaci, è necessario seguire un rigido iter: i pazienti per iniziare la somministrazione devono essere ricoverati. Solo successivamente potranno continuare la terapia a casa.
Possono essere prescritti solo dal medico specialista in neurologia, oncologia o preposto al trattamento della terapia del dolore, alle dipendenze di strutture sanitarie pubbliche.
La certificazione ha una validità di sei mesi e la prescrizione 30 giorni. La farmacia ospedaliera, ricevuta la prescrizione medica, può ordinare il farmaco tramite l'Ufficio centrale stupefacenti del ministero della Salute.
Non si possono acquistare quantitativi superiori a quelli necessari a coprire una cura di sei mesi. Superato questo periodo, la trafila ricomincia.
Per i malati di sclerosi multipla, quelli che maggiormente saranno interessati dal provvedimento, questa decisione è un importante successo.
In tutto il mondo infatti si sono registrati importanti miglioramenti nella sintomatologia, fin quasi a farla scomparire del tutto.
Già il 28 novembre 2009 la Puglia aveva dimostrato grande attenzione a questa patologia, quando partirono i contributi-assegni di cura per i malati di SLA disposti dall'assessore regionale alla Solidarietà, Elena Gentile, oggi in odore di riconferma. «Con l'introduzione dell'Assegno di cura -spiega l'assessore Gentile- per i malati di Sla e a supporto dei loro nuclei familiari, anche la Puglia è entrata nel piccolissimo gruppo di regioni che presta una concreta attenzione ai malati di Sla».
Una tappa importante a cui si aggiunge quest'ultima della gratuità delle cure tramite i cannabinoidi.












